Home Approccio Italo Albanese I commercianti col berretto “Qeleshe” (4° parte)

I commercianti col berretto “Qeleshe” (4° parte)

Da Adela Kolea                                         La terza parte qui

Tirana, 1945 -1955

– Avere un sottosuolo così ricco e vederlo ridotto in queste condizioni, mi preoccupa, anzi mi causa tanto dispiacere..- si confidò Giulio con un amico di fiducia.

– Diciamo che appena usciti dalla Guerra,non avremmo potuto aspettarci che le cose andassero diversamente..
-Ma di certo, se punti determinanti come Kuçova,che rappresenta il nostro orgoglio in quanto una considerevole fonte di ricchezza del sottosuolo, fossero stati un po’ meglio salvaguardati, a questo punto avrebbero facilitato le cose per noi e avrebbero sollecitato il processo di ripresa e ricostruzione.

Anzi, aggiungerei che se l’AIPA non si fosse limitata soltanto al trasporto del petrolio verso l’Italia, se non si fosse fermata soltanto a ribattezzare Kuçova in “Petrolia”, ma avesse anche realizzato la raffineria,con tutti i disastri della Guerra, qualcosa forse ci sarebbe rimasto, da dove avremmo potuto prendere spunto per ripartire..

Anche quei pochi mezzi e strumenti di lavoro sono stati distrutti dalla guerra..”
..continuavano sotto voce la loro conversazione i due colleghi, in un momento di pausa all’ interno del Ministero dell’Industria e delle Miniere..

Era in questa istituzione che Giulio si era trasferito come funzionario del settore che stava al centro dell’attenzione degli esponenti della guida del paese: L’industria mineraria.Xhulio, il protagonista del raccontoXhulio, il protagonista del racconto. Un ragazzo di Berat che aveva sposato un’italiana.

Mentre procedeva la ricostruzione del paese dopo la guerra,la sua industrializzazione con l’intento di riportarlo dallo stato di un paese arretrato agricolo,che lamentava le piaghe fresche della lotta per l’abolizione del latifondo,ad uno industrializzato o meglio ad uno agricolo – industriale, mentre procedeva l’elettrificazione,la lotta contro l’analfabetismo e l’impegno in tutti i settori in generale, c’era la consapevolezza che per la sua realizzazione, bisognava contare su quella poca industria esistente e occorreva fare tutti gli sforzi possibili per ampliarla,creando delle industrie nuove. Ma per fare questo,per riuscire in tempi record e non solo,contando soprattutto sulle proprie forze interne, l’appoggio nei migliori esperti in tutti i campi, sarebbe diventato fondamentale.

Per questo motivo, Il Commissariato Straordinario per il Petrolio formatasi appositamente per la risoluzione dei problemi inerenti allo sfruttamento delle risorse del sottosuolo ed alla posizione del suo unico proprietario, lo Stato albanese nei confronti di questi giacimenti a Kuçova, richiamava l’attenzione delle più potenti capacità di ingegneri, tecnici, geologi, economisti, dunque di esperti provenienti da vari settori e da tutta l’Albania.

E un ottimo economista come Giulio, immancabilmente avrebbe ‘sentito’ questo richiamo proveniente da Kuçova …

Si trasferirono in questa piccola città nel centro dell’Albania. Anna seguiva orgogliosa il marito in queste esperienze professionali. Questo era un segno di apprezzamento delle sue capacità lavorative e per Anna, perché no, un modo per conoscere nuovi posti, anche se in un’ Albania stremata dalla Guerra..

Xhulio, il protagonista del racconto
Xhulio, il protagonista del racconto

Solo che Giulio, aveva un carattere talmente determinato e originale che di fronte alle sfide ed agli obiettivi che lo stato prefissava da essere superati ad ogni costo, lui non esitava a dire la sua, o meglio: A far notare il rapporto assurdo che veniva spesso imposto tra le condizioni di lavoro, i loro mezzi per eseguirlo,il tempo ristretto e i ritmi mostruosi…

Qualcuno, gli aveva fatto notare in confidenza:
-”Mentre tutti dovremmo stare attenti con i nostri commenti e reazioni, tu avresti un motivo in più per fare attenzione doppiamente,con tutta la stima che ho nei tuoi confronti sia come persona, sia come professionista così valido nel tuo lavoro …
-Ah, è così?,- aveva risposto Giulio.
-Come mai questa insistenza da parte tua o meglio questo ‘invito’ rivolto a me per una certa accortezza?..-ribadiva in buona fede all’amico, consapevole che quel consiglio gli si rivolgeva solo amichevolmente..
-Ma … per il semplice fatto della ‘biografia’, no ?… Tua moglie è italiana”..

Non erano valsi gli illustri predecessori famigliari nella biografia di Giulio, elementi valorosi nella storia e nella cultura del paese,perché a breve, si sarebbero dimenticati anche di loro..

Ad ogni modo, a Kuçova, gli esperti lavorarono duro, ma con uno spirito di collaborazione,contribuendo ognuno al massimo nel proprio campo,facendo raggiungere i primi buoni risultati al posto. A quel piccolo puntino sulla cartina dell’Albania,che riportava il segno convenzionale dei giacimenti petroliferi. E di questo, quel luogo,se ne poteva veramente vantare..

Una volta che le cose si misero un po’ più tranquille e il suo incarico come economista a Kuçova terminò con successo,questo a Giulio servì come un incentivo in più per trasferirsi di continuò in varie zone problematiche dell’Albania,a servizio dell’economia del paese che stava facendo dei grandi sforzi per la sua ripresa.

Era l’industria quella che occorreva essere seguita e supportata da tutti gli esperti del paese,per poter rendere possibile anche lo sviluppo rapido della campagna.

Un picnic a "Rruga e Elbasanit", Tirana, 1943
Un picnic a “Rruga e Elbasanit”, Tirana, 1943
Un picnic a "Rruga e Elbasanit", Tirana, 1943
Un picnic a “Rruga e Elbasanit”, Tirana, 1943

La Fabbrica del Trattamento di Gomma a Durazzo (NISH Goma) era un’altra fabbrica molto importante che aveva bisogno di essere seguita con cura ed anche lì,Giulio contribuì con tutte le sue forze ed il suo impegno serio e professionale,fino alla riuscita con successo di alcuni obiettivi prefissati dal governo.

La Fabbrica della Lavorazione di Pelle,(NISH Lekura) sempre a Durazzo, era in difficoltà anche essa per quanto riguardava il bilancio e a Giulio arrivò la chiamata di doversi trasferire,questa volta in questa fabbrica.

Giulio accettava con entusiasmo tutti questi incarichi lavorativi, in quanto non solo era un vero professionista,non solo otteneva delle grandi soddisfazioni dall’adempimento degli obiettivi prefissati là dove gli veniva assegnato un impiego,non solo l’atteggiamento alle sfide da parte sua era sempre molto dignitoso,ma si rendeva anche conto che in quel periodo,l’Albania aveva bisogno del totale impegno da parte dei suoi ‘figli’, per obbligo e anche per rispetto di tutti gli altri figli che per quella terra, avevano perso in Guerra la cosa per loro più preziosa, la vita ….Il senso di responsabilità nei confronti del paese,in lui era forte!..

In tutto questo, una buona parte del merito spettava anche a sua moglie Anna, che seguiva suo marito e lo affiancava con dedizione, facendoli da supporto nei momenti più delicati e aiutandolo a superare qualsiasi difficoltà.

Il personale e gli impiegati della Fabbrica della Lavorazione della Pelle, quel giorno fecero conoscenza con Giulio e con un altro suo collega economista, provenienti da Tirana, i quali avrebbero condiviso entrambi lo stesso ufficio.

Tutt’e due i colleghi si misero subito al lavoro! C’era qualcosa che non andava nel bilancio di quella fabbrica. Occorreva studiare tutte le cause dei problemi ed individuare le strategie da seguire per la riuscita positiva.

Giulio, un grande lavoratore, instancabile, veniva da un’esperienza dura,ma molto significativa per lui, come quella di Kuçova.

A Kuçova, tra un’estrazione dal terreno all’altra,lì, accanto alle trappole petrolifere,gli era anche capitato di riscontrare qualche ‘talpa’..
Le talpe, si sa, vivono e si nutrono di buio e,negli strati superiori della terra riuscivano ad arrivarci lentamente,provenienti dai sotterranei più squallidi e profondi..

Eppure, la sensazione di scontrarsi in un’altra ‘talpa’,Giulio la percepì anche in questa nuova fabbrica dove si era trasferito da poco..

Il suo collega, con cui condivideva lo stesso ufficio, tra l’altro, era stato compagno di armi ed aveva combattuto in guerra, a fianco di uno dei più noti esponenti del governo al potere!..

Eppure,questa volta non si stava andando alla ricerca dell’oro nero

adela koleaQuesta volta, ’nero’ stava per diventare il destino di tutti coloro che, nell’Albania di quel determinato periodo, avevano commesso gli ‘errori’ più gravi della loro vita:

Quello di essere intellettuali, per di più con qualche proiezione dissidente …

Non solo: Se qualcuno aveva sposato un’italiana, come nel caso di Giulio,(anche se lui di questa cosa era consapevole e fino ad un certo punto, era preparato..), la vita gli avrebbe riservato delle sorprese a dir poco, sgradevoli …

Continua…

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