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Polemiche in aula per estradizione albanese ricercato in Italia

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Sono proseguite le polemiche in Albania sull’estradizione in Italia di Nazer Seiti, l’albanese ricercato dalle autorità giudiziarie italiane nel contesto delle indagini della procura di Catania relative ad un’organizzazione criminale italo-albanese dedita al traffico della marijuana.

Il caso ha portato a dure repliche in aula tra il ministro della Giustizia Etilda Gjonaj ed i rappresentanti del Partito democratico (Pd), principale formazione del centro destra albanese in opposizione guidata da Lulzim Basha.

Seiti, chiamato anche “il finanziere”, è considerato un personaggio chiave del gruppo dei fratelli albanesi Habilaj, cugini dell’ex ministro dell’Interno Saimir Tahiri, anche lui finito sotto inchiesta dalla procura albanese, perché sospettato di collusione con il gruppo dei narcotrafficanti albanesi.

Secondo l’opposizione, il ministro Gjonaj, la quale ha firmato l’estradizione, avrebbe agito in violazione alla legge che stabilisce che un cittadino non potrebbe essere estradato se nei suoi confronti è avviata nel frattempo un’inchiesta dalle autorità giudiziarie locali.

A parere dell’opposizione, il tutto sarebbe una mossa orchestrata dalla maggioranza (di centro sinistra del premier Edi Rama) ai fini di tutelare Tahiri, perché Seiti potrebbe rivelare i legami dell’ex ministro dell’Interno Tahiri con il gruppo di Habilaj, ed i soldi che ha preso dalla loro attività criminale”

Gjonaj invece si è difesa sostenendo che l’estradizione di Seiti è stata decisa da una corte albanese “ed io non ho nessuna autorità per verificare una sentenza della corte”.

In effetti, bisogna informare che sul giudice che ha deciso il trasferimento di Seiti in Italia, per conto dell’inchiesta della procura di Catania, il Consiglio superiore della magistratura ha avviato un procedimento disciplinare.

Lo stesso risultat anche nei confronti dei procuratori del caso i quali avrebbero dovuto avvertire ufficialmente il ministero della Giustizia.

Dall’altro canto, la decisione delle autorità albanesi è stata accolta con favore dal ministro della Giustizia italiano Andrea Orlando, il quale, tramite un comunicato stampa, ha ringraziato “le autorità albanesi per aver dato tempestivamente seguito alla richiesta” avanzata dalle autorità giudiziaria italiane.

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