Home Approccio Italo Albanese “LE IMPRESE ITALIANE CHE INVESTONO QUI IN ALBANIA VOGLIONO FATTI, NON PAROLE!”

“LE IMPRESE ITALIANE CHE INVESTONO QUI IN ALBANIA VOGLIONO FATTI, NON PAROLE!”

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PARLA CESARE LABIANCA, ESPERTO DI START UP A TIRANA E FONDATORE DI CAESAR: “NOI RIDIAMO ALL’IMPRENDITORE​ LA VOGLIA DI TORNARE A LAVORARE E CREARE RICCHEZZA. ISTITUZIONI E ASSOCIAZIONI  PERÒ DEVONO FARE DI PIÙ PER RISOLVERE I PROBLEMI”

Artur Nura: Salve a tutti gli ascoltatori di Radio Radicale e della Rubrica Albania Italianofona, qui è Artur Nura che oggi propone a Voi una interessante intervista al Signor Cesare Labianca, fondatore e amministratore di Gruppo Caesar (Cesar), una società specializzata nel sostegno alle start up, cioè all’apertura di imprese che dall’Italia guardano all’Albania come a un mercato dove insediarsi stabilmente, aprire un’attività e iniziare a produrre in forma industriale. Sicuramente una importante risorsa alla quale fare riferimento se si dispone di un business plan credibile e di una solidità organizzativa di partenza in termini di idee chiare, di professionalità provata e di progetti seri.

Signor Labianca, questo è il nostro secondo colloquio. Nel corso del nostro primo incontro ha cominciato a spiegarci i termini e i contenuti della Sua attività. Vuole spiegare ai nostri ascoltatori i motivi che hanno portato a dare vita a questa agenzia, peraltro collocata in posizione strategica nel cuore di Tirana nelle Torri gemelle che si affacciano sul viale “italiano” della nostra Capitale? Lei infatti vive e lavora oramai da alcuni anni fra Italia e Albania. Che cosa ha portato qui della sua esperienza italiana maturata nel settore della consulenza e del sostegno alle imprese? Viceversa, che cosa ha acquisito dalla cultura e dall’ambiente dell’Albania nell’ambito del Suo lavoro?

Cesare Labianca: “Anzitutto contraccambio i saluti a Radio Radicale e ai suoi gentili ascoltatori. In Albania ci troviamo oramai da diversi anni molto bene ambientati e immedesimati nella cultura di un Popolo che, dopo un lungo tempo di dominazione purtroppo subita, sta manifestando con gioia e dirompenza tutta la propria capacità di iniziativa e dinamismo, e questa è stata la ragione di fondo scatenante la scelta nostra di arrivare qui in una prospettiva stabile. D’altro canto, come italiani, siamo qui con il nostro bagaglio di conoscenza, innovazione, competenza organizzativa e, in senso buono, di spregiudicatezza nell’individuare e sviluppare nuovi mercati nei Paesi emergenti”.

Artur Nura: Qual è il cliente – tipo della Sua agenzia? Quali caratteristiche di base ha o deve avere per poter cominciare a beneficiare dei servizi che voi mettete a disposizione? Si tratta di impresa già presente in Italia o di un candidato imprenditore del tutto nuovo?

Cesare Labianca: “Noi ci rivolgiamo a coloro che sono Imprenditori con la “I” maiuscola, che sanno cioè come si fa impresa e come la si gestisce, come si organizzano le attività di approvvigionamento, produzione e vendita nel settore in cui lavorano. Il nostro ruolo è quello di offrire facilitazioni dal punto di vista burocratico, finanziario e localizzativo, affinché l’Imprenditore sia messo in condizione di lavorare e di guadagnare. Il compito del Gruppo Caesar non è di sostituirci a chi fa impresa, è individuare le migliori condizioni esterne perché ciò avvenga e avvenga con profitto. In tal senso, l’Albania offre bassi costi della produzione e del lavoro e una moderata imposizione fiscale”.

Artur Nura: Esemplifichiamo in forma concreta. Io sono un imprenditore o aspirante tale e mi presento nel vostro ufficio con un progetto in un preciso settore economico – agricolo, manifatturiero o turistico – commerciale – con l’obiettivo di tradurlo in una realtà aziendale pratica. Quali sono i passaggi che, con la vostra gestione, permettono di passare dall’idea all’attività concreta? E quali sono i settori dove le start up da voi gestite si stanno sviluppando maggiormente?

Cesare Labianca: “Ogni settore ha la propria specificità, in particolare per quanto riguarda il tempo indicativo nel quale l’impresa inizia a diventare redditiva rispetto a quando viene costituita. Il nostro lavoro è quello, ripeto, di far lavorare l’Imprenditore nel settore dove eccelle, gestendo gli iniziali passaggi burocratici in Albania, redigendo il piano di business professionale e costituendo il sistema di garanzie nel dialogo con le banche locali”.

Artur Nura: Per il tipo di consulenza e assistenza che proponete, il rapporto con le Banche locali è appunto fondamentale. Come vi trovate con il sistema bancario albanese? E’ simile a quello italiano, vi sembra ricettivo nei confronti dei progetti finalizzati ad avviare le start up che, per propria natura, non sempre offrono tutte le garanzie iniziali?

Cesare Labianca: “Le banche erogano prestiti e finanziamenti a fronte di garanzie. In questo il sistema bancario è identico in tutto il mondo. Come ricordavo prima, la nostra forza è mettere ciascuno in condizione di fare al meglio il proprio mestiere: all’imprenditore compete la capacità reddituale, di creare reddito e profitto dalla propria azienda; a noi compete la capacità di fornire le necessarie garanzie dal punto di vista reale e patrimoniale affinché l’impresa possa essere finanziata. Il sistema bancario albanese è senza dubbio molto ricettivo nei confronti dell’iniziativa economica e di progetti aziendali seri e professionali che supportiamo, come Gruppo Caesar, anche attraverso la predisposizione del business plan”.

Artur Nura: Una impresa che dall’Italia voglia venire qui per investire in modo stabile trova interlocutori più immediati, per vostra diretta esperienza, nel sistema della consulenza privata e della pubblica amministrazione albanese o anche negli uffici che rappresentano lo Stato italiano in Albania? Che cosa uno studio di consulenza e assistenza qualificata come il Vostro può richiedere o aspettarsi dai servizi diplomatici e commerciali italiani presenti a Tirana? E che cosa potete o vorreste proporre?

Cesare Labianca: “Gli uffici che rappresentano l’Italia in Albania devono, a mio avviso, lavorare ancora sul versante del coordinamento e dell’integrazione. Servono più fatti e meno parole, soprattutto per chi come noi è artigiano o consulente e deve gestire questioni che si possono affrontare o risolvere solo attraverso un’assistenza pratica. Come Italiani, e orgogliosi di esserlo, ci siamo naturalmente rivolti alla nostra Ambasciata qui a Tirana, ma non abbiamo ottenuto molto riscontro, motivo per cui andiamo avanti con il nostro lavoro di consulenti all’impresa. Probabilmente, gli uffici facenti capo all’Ambasciata italiana a Tirana devono fare fronte a questioni più grandi che non occuparsi della situazione specifica di un’azienda presente in terra albanese”.

Artur Nura: Questo naturalmente non giustifica le non-risposte delle Istituzioni italiane. Recentemente tuttavia la direttrice dell’ICE di Tirana e il presidente di Confindustria Albania hanno sollevato la questione, con forza, della lotta a una certa informalità o incertezza del diritto e delle regole fiscali che sarebbe un disincentivo ad avviare delle attività economiche di un certo peso in Albania. Dal vostro privilegiato osservatorio di consulenti, sono fenomeni in cui ci si può imbattere?

Cesare Labianca: “Quella sulla cosiddetta informalità è una bella domanda, anche se dobbiamo intenderci su almeno due punti. Il primo è che le realtà a cui ICE e Confindustria fanno riferimento nella propria denuncia sono al di fuori della nostra portata. Il secondo è che le imprese che arrivano qui, lasciando l’Italia, sono già abituate a fare i conti con situazioni fiscali e burocratiche certamente non favorevoli all’economia e all’iniziativa economica. Non va poi dimenticato un altro dato: in Albania sono già presenti e attive da tempo, in settori strategici come energia, telecomunicazioni e credito, importanti compagnie estere, fra le quali la stessa italiana Banca Intesa, una delle realtà economico finanziarie più importanti d’Europa che ha ritenuto di poter sviluppare il proprio business anche in questo Paese. Intendo dire che, se si raccolgono le possibilità offerte da un determinato mercato anche in Paesi più complessi, diventa possibile realizzare la propria attività. Ripeto: chi proviene da Francia o Italia, per esempio, non si trovava in un paradiso fiscale o burocratico, quindi è già predisposto ad affrontare difficoltà di un certo tipo che, per una piccola impresa, in Albania si riducono comunque grazie ai bassi costi produttivi. Importante, lo ribadisco, è un business Plan professionale che aggredisca il mercato al momento giusto”.

Artur Nura: A proposito di fuga dalla UE. Negli scorsi giorni, e qui pongo una domanda più generale, l’Albania ha ottenuto da Bruxelles il nulla osta come Paese candidato a far parte dell’Unione europea. Lei ha avuto modo, nel corso del nostro primo colloquio, di evidenziare come uno dei punti di forza del nostro Paese, al confronto con la vicina Italia, sia proprio nel fatto che non ci sono qui i vincoli e le restrizioni che vigono nella Comunità europea. Secondo lei, questo avvicinamento dell’Albania alla famiglia degli Stati UE sarà soprattutto un’opportunità – per quello che riguarda l’accesso ai fondi strutturali e ai contributi finanziari – o potrà comportare anche dei rischi in termini di eccessivo rigore fiscale e burocratico?

Cesare Labianca: “Per un Paese come l’Albania, entrare a far parte di una realtà come l’Unione Europea significa poter uscire completamente dall’isolamento e confrontarsi alla pari con potenze continentali come America o Asia. Chiaramente, nei primi anni i vantaggi saranno evidenti dal punto di vista dell’ammodernamento delle regole amministrative e fiscali pubbliche e della possibilità di accedere a una quota più significativa di aiuti e di fondi europei. Poi, fra dieci anni, non sappiamo se e in che termini l’attuale Europa si presenterà come oggi, più attenta a spremere imprese e cittadini piuttosto che a migliorare il loro tenore economico mentre da un lato l’America attua un protezionismo fortissimo e dall’altro la Cina immette in tutto il mondo prodotti su cui non riusciamo a competere. Le autorità Europee devono riflettere sul fatto che oggi i singoli Stati vendono la maggior parte dei loro prodotti all’interno della stessa Ue e non all’esterno, come un gatto che si morde la coda”.

Artur Nura: Chiudiamo con una domanda, diciamo così, almeno in parte scomoda. In Albania operano diverse associazioni di categoria e camere di commercio di provenienza italiana. Dovrebbero riunire le imprese e collaborare con il mondo delle istituzioni e della consulenza. Che idea si è fatto di queste strutture di rappresentanza a Tirana?

Cesare Labianca: “Ho già avuto modo di esprimere il mio pensiero in merito. Sia chiaro che la nostra agenzia conferma il massimo della collaborazione con tutte le categorie e i settori d’impresa, ciò anche promuovendo l’organizzazione di convegni condivisi dalle stesse associazioni. Per le quali la sfida vera è, a mio umile avviso, far sì che non ci si limiti alla richiesta della quota associativa alle imprese, ma che a tale quota corrispondano dei servizi reali adeguati a risolvere i problemi dell’imprenditore”.

PS: L’intervista e’ stata realizzata e trascritta con l’eccezionale assistenza del collega ed amico Alessandro Zorgniotti

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