Home Approccio Italo Albanese “Adriatico sempre più stretto, lo Stato italiano non perda altro terreno in...

“Adriatico sempre più stretto, lo Stato italiano non perda altro terreno in Albania”

1
0
SHARE

“Tirana è fortemente europeista, ma lo Stato e Bruxelles non deludano gli Albanesi” – La parola all’on. Luigi Berlinguer per Radio Radicale, ex ministro italiano dell’Istruzione, a Tirana alla conferenza sulle prospettive europee dell’Albania.

Di Alessandro Zorgniotti

L’Italia, nel contesto di un Adriatico sempre più stretto – “che potremmo attraversare non dico a nuoto ma quasi” – deve recuperare i propri ritardi nelle relazioni culturali con l’Albania, e mettere in campo una volontà politica per intensificare le relazioni binazionali che, soprattutto negli anni più recenti, hanno ceduto più di un passo a beneficio di altre Nazioni, presenti a Tirana, come la Turchia.

Questo è il concetto emerso dalla conversazione giornalistica fra l’onorevole professor Luigi Berlinguer, accademico ed ex ministro italiano della pubblica Istruzione, più volte parlamentare a Roma e a Strasburgo, e il corrispondente di Radio Radicale per i Balcani Artur Nura.

L’intervista ha preceduto la tavola rotonda fra lo stesso Berlinguer e S.E. Ambasciatore italiano Alberto Cutillo nel Palazzo della Presidenza del Governo a Tirana, organizzata da GUS Albania. Ad accompagnare Berlinguer nella Capitale albanese sono stati il collega Senatore del PD Roberto Rampi e Geri Zheji Ballo, Primo Consigliere presso l’Ambasciata di Albania a Roma.

“Quello Adriatico è un mare sempre più stretto – ha esordito Berlinguer – dunque l’Italia deve intensificare sforzi e relazioni, in ogni campo economico e sociale, con l’Albania”, nella comune prospettiva europea della quale si è discusso anche nella tavola rotonda con l’Ambasciatore italiano.

A proposito della vocazione europeista del Popolo Albanese – in contrapposizione alle spinte contrarie che provengono dai Paesi attualmente facenti parte dell’Unione Europea – l’ex ministro italiano ha spiegato che alle motivazioni ideali si abbinano ragioni più concrete come il miglioramento delle condizioni economiche e di lavoro di cui hanno beneficiato tutti i vari Stati entrati nel tempo nel circolo della UE sebbene esistano dei problemi sociali e occupazionali.

Interessanti i ragionamenti sviluppati a proposito delle relazioni italo – albanesi e della considerazione per cui, nelle relazioni fra le due Nazioni, i cittadini e le imprese abbiano fatto di più e prima degli Stati. Per esempio, i 17.000 studenti albanesi in Italia e i 2.000 italiani presso l’Università del Buon Consiglio a Tirana, “un dato quest’ultimo che induce a pensare – ha commentato Berlinguer – perché significa che l’Albania offre condizioni non presenti in Italia. Ciò significa che le due società sono molto collegate, in proporzione alle rispettive popolazioni, e che i rapporti binazionali vanno rilanciati con gli opportuni strumenti in possesso dei due Stati per recuperare ritardi”. Fra i temi toccati, anche quello delle norme che non rendono possibile la visione universale e generalista dei programmi Rai in Albania, a fronte di un pressante impegno turco che mette a disposizione una sempre più robusta offerta di mass media e di prodotti televisivi in serie.

Al ragionamento dell’Onorevole Berlinguer ha fatto seguito il pensiero del Senatore Rampi, Radicale eletto nel Gruppo del PD: “La preferenza europea dell’Albania è un valore importante, ma che gli Stati non dovranno deludere, perché anche l’Italia era fortemente europeista negli anni 80 e 90, poi gli errori di gestione dell’Unione Europea hanno favorito nuovamente spinte nazionali ed populiste, nella presunzione che i problemi non risolti da Bruxelles possano essere risolti dai singoli Stati. Serve invece rilanciare in maniera convinta il progetto Radicale degli Stati Uniti d’Europa, e avere accanto a un Parlamento europeo già oggi a elezione popolare diretta un Governo politico dell’Unione”. L’Albania è il cuore dei Balcani, grazie alla sua tendenza multireligiosa e alla presenza di un Islam europeo che è un modello di comunione con altre fedi.

Le interviste sono ascoltabili sul sito di Radio Radicale

Share: