Home Approccio Italo Albanese Exit.al: Agron Xhafaj non risulta essere mai stato ricercato dalle autorita’ italiane!

Exit.al: Agron Xhafaj non risulta essere mai stato ricercato dalle autorita’ italiane!

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Da una verifica fatta da Exit.al il nome di Agron Xhafaj, fratello minore del Ministro dell’Interno Fatmir Xhafaj e condannato dalla Cassazione Italiana nel 2012 a 7 anni e 2 mesi di reclusione per traffico di droga, non sarebbe mai stato inserito nei database dei ricercati in uso in Italia e tantomeno in quello dell’Interpol. Da analoga verifica presso le autorita’ albanesi, ovviamente, non sarebbe stata inviata dall’Italia all’Albania nessuna richiesta di estradizione. In ogni caso, ad ulteriore tutela, il narcotrafficante condannato in Italia avrebbe provveduto a modificare il suo nome in quello di Geron Xhafaj, la qual cosa lo metterebbe doppiamente al sicuro, anche in caso di viaggio in Italia.

La cosa non sembra ridurre le responsabilita’ e le eventuali conseguenze politiche per il Ministro Xhafaj, che in ogni caso non potrebbe affermare di non essere stato a conoscenza personale della vicenda, e del conseguente problema di opportunita’ politica a rivestire un incarico come quello di Ministro degli Interni, e tantomeno riduce la responsabilita’ politica e penale di Fatmir Xhafaj, nella sua qualita’ di presidente della Commissione Parlamentare, sull’approvazione in Aula di un dispositivo di legge diverso da quello dibattuto in Commissione, e sulla responsabilita’ politica di aver introdotto un dispositivo in contrasto con le norme europee, cosa che sarebbe stata contestata anche dal Ministro della Giustizia Italiano Orlando.

Rimane da chiarire, in Italia ma forse in parte anche in Albania, come sia possibile che un condannato dalla Giustizia italiana a titolo definitivo non sia stato inserito nelle liste dei ricercati, non sia stato segnalato all’Interpol e non ne sia stata richiesta in qualche modo la carcerazione al doveroso fine di fargli scontare la pena.

A nulla sarebbe servito indagare e processare in tre gradi di giudizio l’Agron Xhafaj se la sentenza non viene applicata e nemmeno perseguita, e questo e’ un fatto che secondo molte voci albanesi sarebbe successo altre volte con altri personaggi della criminalita’ albanese condannati in Italia.

Esiste forse un “ufficio” dove ci si puo’ rivolgere per non essere inseriti negli elenchi dei ricercati compilati dagli organi di Polizia italiani? E quali sono le condizioni per ottenere questo “servizio”?

Queste domande riguardano l’amministrazione italiana della Giustizia e dell’Ordine Pubblico, ma il fatto che questa “omissione” sia accaduta ad un parente stretto di un politico in vista, con frequenti e rilevanti incarichi di governo in Albania, con interessi rappresentati spesso in contraddizione con quelli italiani, pone qualche interrogativo anche sulla indipendenza e sovranita’ delle sue decisioni e prestazioni politiche.

Infatti a questo punto le ipotesi tecnicamente possibili sono soltanto due:

la prima ipotesi e’ che le autorita’ albanesi, prima della condanna in appello del 2011, abbiano notificato alle autorita’ italiane come il condannato abbia scelto di scontare la pena in patria e per questo il suo nome non sia stato inserito negli elenchi dei ricercati. Ma Agron Xhafaj in Albania e’ a piede libero e non risulta sia mai stato incarcerato: sarebbe un altro falso, questa volta in atto internazionale.

la seconda ipotesi e’ che ci sia stata una “trattativa” tra il politico albanese e le autorita’ italiane, cancellazione del fratello dalla lista dei ricercati in cambio di influenza e asservimento alla volonta’ politica italiana. Una storia di spie e trafficanti, ne’ la prima, ne’ l’ultima tra Italia ed Albania, sicuramente suggestiva. Ma cosa mai avrebbe fatto il Ministro Xhafaj per gli interessi italiani in Albania, se anche la norma sulle estradizioni avrebbe infastidito gli italiani?

Oppure il politico albanese sarebbe stato cosi’ furbo (e cosi fessi gli italiani) da incassare il favore e non pagare il debito?/Exit.al

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