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Messaggio ai pensionati italiani: “Ragazzi, venite in Albania a godervi la pensione senza tasse”

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Iampietro su Radio Radicale: “Ma la nostra ambasciata faccia di più per tutelare i nostri diritti di italiani residenti all’estero. E il governo albanese deve semplificare i permessi di soggiorno ai pensionati. In migliaia da Italia ed Europa sono pronti a trasferirsi qui”

Realizzata da Artur Nura e trascritta da Alessandro Zorgniotti

“Ragazzi, venite in Albania a godervi la pensione senza tasse. Non è un regalo dello Stato italiano, ma un diritto maturato su contributi già versati è su redditi lavorativi già ampiamente tassati nella vita lavorativa”. I “ragazzi” sono i pensionati che dall’Italia scelgono o valutano la prospettiva di trasferirsi in nazioni a bassa tassazione o a basso costo della vita. A lanciare l’appello è Carmine Iampietro, ex artigiano meccanico, una vita fra motori e bulloni in Piemonte a Novara e da qualche anno residente nel Paese delle aquile assieme alla moglie albanese con la quale vive a Durazzo.

“La mia pensione netta in Italia era d mille euro al mese, un reddito insufficiente nel nostro Paese di origine, così, grazie anche alla mia compagna, ho scoperto che a soli cento chilometri dalle coste italiane esiste un Paese, l’Albania, con caratteristiche sociali e culturali molto simili a quelle italiane e in grado di offrire bassi costi fiscali e della vita. Oggi molti italiani in pensione scelgono mete come il Portogallo o le Canarie, grazie anche alla cassa di risonanza dei mass media, ma attraverso il passaparola adesso anche l’Albania sta diventando una destinazione appetibile. Il problema sono i pregiudizi, oramai ingiustificati e anacronistici, che una fascia di italiani nutre nei confronti degli albanesi. Un popolo – sottolinea con forza Iampietro – assolutamente accogliente e molto affezionato all’Italia, e che l’Italia sta imparando a scoprire positivamente”. Finalmente, verrebbe da dire. “A oggi, ci risultano ufficialmente oltre cento pensionati italiani iscritti all’aire, anagrafe dei residenti esteri, ma senza dubbio sono molti di più i lavoratori a riposo che dall’Italia si sono trasferiti in Albania pur continuando a mantenere la residenza nel luogo di origine e a pagare le tasse in Italia”.

Questo, secondo Iampietro, è dovuto “alla non conoscenza dei propri diritti. Molti pensionati non si iscrivono all’aire perché temono di perdere la copertura sanitaria pubblica italiana. Mi sento di rassicurarli per tre motivi: primo perché fino a un massimo di 90 giorni il servizio sanitario in Italia è utilizzabile anche dai residenti esteri, secondo perché anche in Albania esiste un servizio sanitario pubblico funzionante per tutti, terzo perché – e lo dico nella mia esperienza di diabetico – le cliniche private presenti in territorio albanese praticano tariffe massime molto simili a quelle del ticket italiano”.

Dunque quelle che sono le paure convenzionali sono ingiustificate. “Il problema è la solita burocrazia – lamenta Iampietro – Anche a causa di una mancanza di collaborazione da parte dell’ambasciata italiana, un pensionato italiano incontra non pochi problemi a ottenere la detassazione del proprio reddito da pensione. Il mio problema è stato in parte meno complicato perché mia moglie è albanese, però se un pensionato dall’Italia intende venire qui da solo, o in coppia con la propria moglie italiana, incontra molte difficoltà a ottenere il diritto, e ribadisco diritto, alla detassazione della pensione”.

Anche il governo albanese deve fare però la propria parte per agevolare il soggiorno dei pensionati italiani in Albania. “Due mesi fa ho iniziato a parlare con il ministro del turismo ma non ho più avuto aggiornamenti – conclude Iampietro – basta una norma di legge che dica: hai un reddito da pensione che ti dà autonomia economica, un certificato penale a posto e un contratto di affitto della casa? Benvenuto in Albania. Sarebbero diverse migliaia, caro Governo Albanese, i pensionati italiani ed europei pronti a portare reddito e ricchezza in questo bellissimo Paese, dove gli albanesi vedono gli italiani come i loro fratelli maggiori”.

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