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La delegazione del Kosovo testimonia al Parlamento italiano sulla violenza sessuale nel corso della guerra e chiede sostegno nella battaglia per la giustizia

Una delegazione del Kosovo, guidata dall’ex Presidente Atifete Jahjaga e composta da deputate quali On. Mexhide Mjaku-Topalli e On. Saranda Bugujevci e la sopravvissuta alla violenza sessuale durante la guerra in Kosovo, Sig.ra Vasfije Krasniqi Goodman, ha testimoniato mercoledì 26 giugno sui crimini di violenza sessuale nel corso della guerra nelle due Camere del Parlamento italiano.

Il primo incontro della delegazione ha avuto luogo nel Senato della Repubblica Italiana, con la Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere Sen. Valeria Valente, mentre nel pomeriggio la delegazione è stata ricevuta dalla Commissione per gli Affari esteri della Camera dei Deputati, dove oltre alla Presidente Marta Grande, erano presenti anche altri membri di questo Commissione.

L’ex Presidente Jahjaga nel suo intervento, dopo aver presentato molti fatti sui crimini di guerra commessi dalle forze serbe in Kosovo, in entrambi gli incontri ha parlato a nome delle donne violentate durante la guerra, ed ha chiesto al Parlamento italiano ad assistere il Kosovo nella battaglia internazionale per la giustizia di queste donne. Essa ha chiesto di porre pressione sulla Serbia la quale continua a negare i crimini di guerra ed ospita i criminali.

La Signora Jahjaga ha chiesto l’adozione di una Risoluzione da parte del Parlamento italiano per far riconoscere e punire i crimini della violenza sessuale avvenuti in Kosovo durante la guerra e per fare pressione sulla Serbia su questo problema. Essa ha anche spiegato la battaglia con la società kosovara, che fino a poco tempo fa considerava questo argomento un tabù.
Successivamente, in entrambi gli incontri, ha parlato la sopravvissuta alla violenza sessuale.

Sig.ra Vasfije Krasniqi Goodman, che presa dalle emozioni, ha spiegato la sua storia. Essa ha anche spiegato le battaglie con la giustizia internazionale in Kosovo, inizialmente con l’UNMIK che aveva perso la sua testimonianza e poi con EULEX. Ha affermato che i suoi due violentatori non sono ancora stati condannati dalla Corte, nonostante la sua denuncia e che continuerà a lottare per la giustizia. La Sig.ra Krasniqi-Goodman ha chiesto che i serbi abbino la loro condanna per i crimini che hanno commesso e che lo Stato della Serbia si scusi per questi crimini.

Mentre la Presidente del Gruppo delle Donne Deputate, Sig.ra Mexhide Topalli Mjaku ha sostenuto che in Kosovo i crimini commessi hanno avuto luogo non solo nel periodo tra il 1998 e il 1999 ma anche precedentemente a questo periodo. Essa ha ricordato la repressione e la massiccia violazione dei diritti umani da parte delle autorità serbe per decenni. Infine ha invitato i parlamentari italiani a visitare il Kosovo e vedere la realtà da vicino.

L’altra Deputata dell’Assemblea del Kosovo, Sig.ra Saranda Bogujevci, ha riferito la storia dell’omicidio della sua famiglia e della lotta per la giustizia che ha svolto con l’aiuto dello Stato britannico. Ha chiesto l’assistenza dello Stato italiano, presente in Kosovo, nel consegnare alla giustizia i criminali di guerra e nella riabilitazione delle vittime di violenza sessuale.

Nell’incontro con la Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati ci sono stati ulteriori interventi da parte dei deputati presenti tra i quali l’On Laura Boldrini, Ex Presidente della Camera, che ha affermato di come essa stessa aveva incontrato decine di donne dopo la guerra in Kosovo che sono state violentate ripetutamente dai paramilitari Arkan. L’Onorevole ha assicurato che si sarebbe impegnata a rivelare la verità su questi mostruosi crimini, e che è vero che nulla è stato fatto per questi crimini.

Altri parlamentari hanno espresso di essere stati colpiti dalle pesanti testimonianze riportate dalle due sopravvissute alla guerra e le hanno incoraggiate per il coraggio dimostrato.

Da parte sua, l’Ambasciatore Lama ha fatto una breve rassegna davanti a questa Commissione in merito all’iniziativa di fondare un tribunale per i crimini di guerra in Kosovo immediatamente dopo la guerra, ma che non è stato fondato dalla comunità internazionale con la giustificazione che esso avrebbe influenzato ulteriormente in modo negativo l’inimicizia di albanesi e serbi e soprattutto sulla sottovalutazione dei crimini di violenza sessuale da parte delle missioni internazionali. Considerando che attualmente esistono altre condizioni anche a livello internazionale sulla violenza sessuale usata come tattica di guerra, l’Ambasciatore ha chiesto l’impegno dell’Italia a condizionare la Serbia nel processo di integrazione europea per riconoscere questi crimini e cooperare per portare i criminali davanti alla giustizia.

Queste attività sono state realizzate dall’Ambasciata della Repubblica del Kosovo in Italia, nell’ambito dell’ internazionalizzazione del riconoscimento delle violenze sessuali in Kosovo come arma di guerra, di sottomissione e di umiliazione del popolo del Kosovo dal regime di Milosevic.

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