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Cresce la presenza di imprese italiane in Albania “infrastrutture e collegamenti al primo posto tra i fattori determinanti”

Di Sergio Fontana, Presidente di Confindustria Albania

L’Albania è un Paese che potremmo definire dalle due facce: quella di molti suoi giovani che sono partiti per studiare o fare esperienza all’estero, in primis proprio in Italia, di coloro che sono andati via per avviare una nuova vita in uno dei Paesi dell’Unione europea ritenuti più confacenti al proprio desiderio di un futuro migliore e, di convesso, quella dei tanti, tantissimi, che sono tornati a riviverci a distanza di anni, portando con sé, nella propria terra d’origine, il know-how nel frattempo maturato, le particolari doti di adattamento sviluppate e, in generale, una mentalità aperta che ha, certamente, giovato allo sviluppo del Paese.

A ben vedere, tuttavia, l’Albania non è apparsa la scelta migliore per vivere e lavorare solo per molti suoi figli che, anni addietro, avevano intrapreso il percorso inverso, ma anche per tanti italiani che l’hanno scelta come luogo ideale per studiare (nell’ottica di rimanervi, una volta terminati gli studi) o per avviare la propria attività.

La presenza di imprenditori italiani ed esteri che hanno eletto qui la sede principale o secondaria del proprio business e hanno investito nei settori più disparati è sempre più massiccia. Dal 2016, anno in cui si stimava che le imprese a capitale italiano e le joint-venture italo-albanesi rappresentavano già il 47% del totale delle imprese estere, ad oggi, la crescita di questo fenomeno non si è mai arrestata, anzi, è stata esponenziale ed attualmente è stimato che siano oltre seicento le imprese italiane presenti sul territorio.

La fiscalità ‘morbida’, la presenza di manodopera a costi ridotti e le particolari agevolazioni di cui gode chi investe qui hanno giocato, senza dubbio, un ruolo fondamentale ma non sono gli unici fattori che hanno determinato questo cambio di rotta. Accanto ad essi, ci sono da annoverare altri elementi come il fatto che qui tutti parlino italiano ed anche la particolare posizione strategica di ‘porta’ sul Mediterraneo che, al contempo, rappresenta una facile via di accesso anche al resto dell’Europa Balcanica.

Non in ultimo, per gli imprenditori italiani, certo a fare ‘gola’ è stata anche la vicinanza geografica e i collegamenti pressoché costanti che sono assicurati con questa terra. Le connessioni con la vicina Albania sono tali al punto che molti, fra studenti e lavoratori, sono “pendolari”: vivono, studiano e lavorano qui negli infrasettimanali, tornando ‘a casa’ nei fine settimana.

Se l’Albania è quel Paese che, insomma, complice anche il contesto socio-economico mondiale, ha invertito la tendenza a emigrare, è anche vero che un ruolo fondamentale è quello svolto da chi riesce a garantire un collegamento praticamente ininterrotto con questa terra.

La gestione attenta della Aeroporti di Puglia SpA, che amministra l’intera rete aeroportuale regionale pugliese, può essere definita come una componente essenziale nel percorso che ha portato ad assottigliare ancora maggiormente la vicinanza e i legami storici esistenti tra Albania e Italia, tra Tirana e la Puglia, e a incrementarne la cooperazione già solida, specie dal punto di vista commerciale e industriale. Se è vero, infatti, che la storia dei due Paesi si è, da sempre, intersecata, è vero anche che è nell’ultimissimo periodo che si sta vivendo un vero e proprio boom di traffici commerciali (che fanno dell’Italia il primo partner in questo settore per il Paese balcanico) e, come detto, di capitale umano, intellettuale e produttivo.

E l’interscambio garantito tra l’Albania e la nostra regione grazie ad AdP non può che essere annoverato fra gli agenti che stanno facendo vivere all’Albania una primavera di sviluppo e potenzialità e che sta permettendo, a quanti fra gli imprenditori del sud Italia abbiano voglia o necessità di investire, di guardare al Paese delle Aquile con particolare interesse.

Gli importanti investimenti compiuti sugli scali pugliesi gestiti da AdP nell’ottica di renderli più efficienti, le nuove tratte da e verso i maggiori centri commerciali e finanziari e l’intensificazione della frequenza dei voli già esistenti, in primis, ad esempio, proprio quello per Tirana, indicano, sostanzialmente, l’aver risposto a specifiche esigenze espresse dal comparto imprenditoriale e dall’evoluzione del mondo industriale.

Già, perché permettere i traffici, agevolare i contatti, facilitare gli spostamenti di merci e persone rappresenta una opportunità di progresso certamente anche sotto il profilo economico ed è innegabile, in questo senso, l’apporto infrastrutturale, logistico, nel miglioramento della mobilità e, più in generale, l’input dato dalla AdP a settori come economia, industria e turismo della Puglia e del meridione intero. Un apporto a tutto vantaggio delle imprese e degli imprenditori. Non si dimentichi, infatti, che sono le infrastrutture il principale asset nello sviluppo di un Paese, sempre le infrastrutture a generarne o garantirne la competitività internazionale.

Non è un caso, d’altronde, che gli operatori economici di ogni parte del mondo, ovvero coloro che le infrastrutture le usano tutti i giorni per lavorare, unanimemente chiedano ai governanti che cresca l’investimento in questo settore.

La AdP è stata in grado di fare questo: creare in Puglia una vera e propria rete di infrastrutture strategiche verso l’Europa intera e adempiere a funzioni di piattaforma logistica a supporto dello sviluppo industriale. È stata capace, insomma, grazie alle scelte compiute dalla attuale gestione, di permettere a una nazione come ad esempio l’Albania di risultare ben connessa e, quindi, fortemente attrattiva per la crescita di importanti realtà industriali.

Ad Aeroporti di Puglia, alla politica lungimirante posta in essere dal Presidente Tiziano Onesti e dal suo vice Antonio Vasile (una politica che, non a caso, ha finora condotto alla chiusura sempre in positivo dei bilanci), il merito di essersi fatti interprete delle esigenze di una intera classe industriale e di aver saputo mettersi letteralmente al servizio delle imprese.

 

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