Home Approccio Italo Albanese Lgbt in Albania, qualcosa cambia

Lgbt in Albania, qualcosa cambia

L’Ordine degli psicologi dell’Albania ha deciso di mettere al bando la cosiddetta “terapia di conversione”, ovvero il tentativo di cambiare l’orientamento sessuale di una persona. Ma in Albania molto resta da fare sui temi Lgbt

Di Christian Elia, Osservatoria Balcani

L’Ordine degli psicologi dell’Albania, il 18 maggio scorso, ha annunciato che proibirà ai propri membri di offrire qualsiasi “terapia di conversione” – o tentativi pseudo-terapeutici – di cambiare l’orientamento sessuale o l’identità di genere di una persona.

Di fatto, è la “terapia di conversione” stessa a finire fuori legge nel paese perché un terapista per operare, in un quadro legalmente riconosciuto, deve essere riconosciuto e registrato all’Ordine.

Secondo i gruppi internazionali che si battono per la difesa dei diritti individuali è una decisione molto positiva, anche se, secondo Ryan Thoreson  , ricercatore del Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender Rights Program di Human Rights Watch  : “La discriminazione contro le persone Lgbt in Albania rimane elevata. Gli studi hanno dimostrato che gli sforzi per cambiare l’orientamento sessuale e l’identità di genere sono inefficaci e possono favorire l’ansia, la depressione, il suicidio e altri problemi di salute mentale”.

Da tempo, a livello globale, la World Psychiatric Association (WPA)  ha criticato queste terapie fraudolente, definendole “del tutto immorali”. L’Ordine professionale albanese si aggiunge ad associazioni mediche di categoria che si erano pronunciate contro questo tipo di terapia in Brasile, Hong Kong, India, Libano, Turchia, Sudafrica e Stati Uniti, ribadendo come queste terapie possono costituire una grave violazione dei diritti umani: discriminazioni, restrizioni di movimento e abusi fisici e sessuali, e possono arrivare a forme di tortura o ad altre forme di maltrattamento.

Secondo Thoreson “Mentre i paesi discutono la portata dei divieti della terapia di conversione, una cosa è chiara: la ‘terapia di conversione’ è ampiamente riconosciuta come inefficace e psicologicamente dannosa. Oltre a vietare la pratica in ambito psichiatrico e medico, i paesi dovrebbero prendere provvedimenti per educare i professionisti della salute mentale e il pubblico sui danni che essa provoca, fornire sostegno ai sopravvissuti e lavorare per ridurre lo stigma che spinge le persone alla terapia di conversione”.

Il lavoro, però, non è solo legale, ma anche culturale, per cambiare radicati pregiudizi nella società. OBC Transeuropa ha intervistato sull’argomento Anisa Zaçe  , psicoterapeuta albanese che vive ed esercita a Tirana, scrittrice e blogger  molto popolare.

“Sono molto felice di questo passo così importante per la nostra comunità Lgbt. Il divieto dell’Ordine degli psicologi albanesi rispetto alla “terapia di conversione” è un enorme passo avanti. È ingiusto far passare queste persone in un processo così. La terapia esiste perché dovrebbe aiutarti ad andare verso il meglio di te stesso, non contro te stesso”. commenta Zaçe. “Posso dire, dopo tante occasioni di confronto, di parlare a nome della stragrande maggioranza dei miei colleghi. Certo, diverso il discorso per i pazienti e l’opinione pubblica in generale: alcuni di loro pensano che sia stato un errore, perché la mentalità in Albania, su certi temi, è ancora in fase di transizione. In generale, in Albania il percorso della psicologia è stato difficile. Era molto difficile per le persone capire la necessità di uno psicologo; di solito mettevano in relazione i problemi di salute mentale solo con quelli psichiatrici. Non era assolutamente comune, e veniva giudicato male, andare dallo psicologo”.

L’Albania, però, è un paese che cambia in fretta, conferma Zaçe: “Per fortuna, e anche grazie alla grande consapevolezza e alla preparazione di una generazione di psicologi, le cose sono cambiate molto. Ora la maggior parte della popolazione riconosce l’importanza della terapia nei nostri problemi di vita quotidiana, e anche per quelli importanti, in cui abbiamo bisogno di aiuto per guarire un’anima ferita”.

Resta molto lavoro da fare, però, rispetto al tema della libertà dell’orientamento sessuale.

“Di sicuro sì, perché nella realtà quotidiana è molto difficile cambiare l’opinione della popolazione albanese, ma molto lavoro è stato fatto dalle nostre organizzazioni che lavorano con la comunità Lgbt. Abbiamo un centro protetto che si occupa dei ragazzi che sono stati allontanati dalle loro famiglie. Viene dato loro un rifugio e anche un’istruzione o un lavoro, a seconda del caso e dei bisogni. Ci sono anche altre organizzazioni che lavorano più con la nostra comunità Lgbt che con la popolazione. Perché è più importante per la comunità sentirsi bene, essere in pace, e poi lavorare tutti assieme rispetto all’opinione pubblica”.

Una di queste organizzazioni è Pink Embassy Albania  , che ha commentato così la delibera: “È un passo importante per gli adolescenti Lgbti, costretti spesso dai loro genitori a sottoporsi a una terapia di conversione, nella speranza di cambiare il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere. Anche in un paese dove gli atteggiamenti sociali nei confronti della comunità Lgbt sono generalmente negativi e tra i più sfavorevoli a livello europeo”.

Il giorno prima della pronuncia dell’Ordine degli psicologi, le organizzazioni Lgbt hanno organizzato il Tirana Pride 2020, in forma virtuale, a causa della pandemia di coronavirus. La loro bandiera multicolore è stata distribuita ai ministeri e ad altre importanti istituzioni pubbliche con il motto “Sii orgoglioso! Alza la bandiera!”

Nel 2010, il governo albanese aveva approvato una legge antidiscriminazione che garantisce i diritti legali agli omosessuali, ma non consente i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Sono ancora diffusi i pregiudizi anti-gay, le discriminazioni e le denunce di violenza contro i gay all’interno delle famiglie, anche se non ci sono stati attacchi al Pride in passato come in altri paesi della regione.

In questo senso, la decisione dell’Ordine degli psicologi albanesi è in controtendenza rispetto all’Europa. Difatti, ad oggi, solo Germania e Malta hanno prodotto una norma analoga, nonostante una pronuncia molto chiara in questo senso del Parlamento Ue nel 2018  . Per capirci, in Italia, solo qualche tempo fa, l’associazione ProVita&Famiglia non si faceva scrupolo a propagandare questa ‘terapia’ nonostante la letteratura scientifica e l’aumento di casi di suicidio tra ragazzi omosessuali che – secondo uno studio dell’American Academy of Pediatrics (Aap)   – subiscono pressioni dalla società che li circonda.

Albania all’avanguardia sui diritti civili, ma non sono mancate le polemiche. Il premier Edi Rama, come è accaduto recentemente per la nota vicenda dell’abbattimento del Teatri Kombëtar del 1939 per lasciare spazio all’ennesima serie di costruzioni nuove, è stato accusato di adottare iniziative che piacciono ai media occidentali solo per rafforzare la sua immagine. Sul tema Lgbt, in passato, Rama era stato accusato – a ottobre 2019 – di ‘pinkwashing’ per fini politici.

Pietra dello scandalo, il discorso di Rama all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che segnalava come priorità della sua agenda politica, tra gli altri, i diritti della comunità Lgbt. “Il primo ministro Edi Rama ha usato la causa Lgbt e di altre comunità emarginate per nutrire ulteriormente l’immagine falsa dell’Albania come paese tollerante in cui l’impegno istituzionale ha migliorato notevolmente la vita delle comunità emarginate. Le vuote promesse del governo e le dichiarazioni ipocrite dei giorni scorsi minano significativamente i nostri sforzi di cooperazione con le istituzioni statali, rendendo impossibile la creazione di canali di comunicazione autentici. L’Albania è ancora lontana da ciò che viene proclamato dal primo ministro all’Onu”, avevano dichiarato in quell’occasione le associazioni albanesi. Nel dubbio tra propaganda e reale impegno, però, resta una buona notizia che grazie all’Ordine degli psicologi d’Albania adesso è realtà.

Quest’anno OBCT festeggia 20 anni. Aiutaci a continuare il nostro cammino, rimani vicino alla nostra comunità di cui fanno parte corrispondenti, attivisti della società civile, ricercatori universitari, studenti, viaggiatori, curiosi e tutti i nostri lettori. Abbonati a OBCT!

Share: