Home Approccio Italo Albanese Dritan Haxhiraj intervista a Prof.ssa Maria Falcone.

Dritan Haxhiraj intervista a Prof.ssa Maria Falcone.

•Prof.ssa Falcone Lei  é in prima linea su i grandi temi di legalità. Come può servire la vostra esperienza al di là dell’ Adriatico?

Io credo che l’aspetto più importante della nostra attività sia il dialogo con i ragazzi. Possiamo parlare loro di fatti concreti, che ci hanno toccato da vicino, rendendo così l’educazione alla legalità non qualcosa di astratto, una serie di principi che potrebbero apparire lontani dalla vita reale, ma fatti veri, che hanno visto come protagonisti uomini in carne e ossa che si sono trovati di fronte a scelte precise e hanno saputo stare dalla parte giusta a difesa di tutti noi.
 
•L’Albania dopo trent’anni di travaglio politico sembra non trovare la strada della Legalità. L’esempio di Falcone e Borsellino può incoraggiare i Procuratori Albanesi nello stroncare il malaffare nei Palazzi di Giustizia?
 

Non conosco a sufficienza la realtà albanese per dare giudizi, ma credo che ovunque gli esempi positivi siano uno sprone per agire con coerenza e coraggio. Chi ha scelto di indossare la toga di magistrato ha certamente il dovere di combattere la criminalità, e gli esempi di mio fratello Giovanni e di Paolo Borsellino, che per fortuna non sono stati gli unici, né in Italia né in altre parti del mondo, sono certamente un modello per i magistrati che vogliono restare fedeli al loro giuramento. Ma l’esempio di Falcone e Borsellino non vale solo per coloro che amministrano la giustizia, perché la difesa della libertà, della democrazia e della giustizia spetta a tutti i cittadini, nessuno può sentirsi estraneo a questo impegno. E proprio per questo il lavoro che stiamo portando avanti come Fondazione Falcone, insieme a tante altre organizzazioni civiche, è importante per non lasciare soli coloro che conducono in prima linea la lotta al malaffare.
 
 
•L’Occidente,  l’Italia, hanno cambiato in meglio la vita di milioni di albanesi in 30 anni ed hanno dato ossigeno al economia albanese . L’Albania del 2019 ha però problemi di criminalità. Qual è il suo punto di vista? Il Bene può vincere il Male?
 
Come italiana, non posso che essere felice se si sta dando un contributo allo sviluppo e al progresso dell’Albania. Non c’è dubbio che solo la collaborazione tra tutti i popoli può portare sviluppo e giustizia, in Europa e non solo. Per questo è importante che tutti i cittadini, fin da ragazzi, sentano il dovere di dare il proprio contributo. Nella storia più o meno recente dell’Italia e dell’Albania c’è stata una fase buia, di chiusura, in cui le persone non contavano nulla e subivano passivamente le decisioni di pochi oligarchi che avevano tutto l’interesse che ciascuno pensasse solo alle proprie cose e mai in termini generali. Un grande sacerdote italiano, don Lorenzo Milani, fece dipingere sulla scuola che aveva creato per i bambini più poveri la frase “I care”, mi importa, che – spiegò – era l’esatto contrario del fascista “me ne frego”.
 
•Per molti Italo-Albanesi Lei è un mito vivente, cosa può dire a loro?

Non credo di meritare quell’appellativo. Sono solo una siciliana che, colpita da una tremenda tragedia come l’assassinio del fratello, non si è ripiegata nel suo dolore, ma ha reagito impegnandosi con tutte le sue forze nella battaglia per la giustizia. I mafiosi hanno fatto male i loro calcoli: uccidendo Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti gli altri eroi della lotta per la legalità, non hanno vinto, ma hanno risvegliato le coscienze di milioni di cittadini.

08-04-2019

Intervistato D.H

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