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Iva Lulashi rappresenterà l’Albania alla Biennale 2024.

di Redazione , Finestre sull’Arte.info

Iva Lulashi, albanese da tempo in Italia, a rappresentare l’Albania alla Biennale di Venezia 2024: affidato a lei il Padiglione dell’Albania. L’artista di Tirana, che fa parte della scuderia di Prometeo Gallery, parlerà di sesso e amore con i suoi lavori.

Sarà la giovane Iva Lulashi (Tirana, 1988) a rappresentare l’Albania alla Biennale di Venezia 2024. La pittrice, nata in Albania e trasferitasi da bambina in Italia, ha svolto qui tutta la sua formazione e nel nostro paese lavora: si è infatti diplomata nel 2016 all’Accademia di Belle Arti di Venezia, vive e lavora a Milano e fa parte della scuderia della galleria milanese Prometeo Gallery. Ci sarà dunque un bel po’ d’Italia nel Padiglione dell’Albania, che ha affidato l’intero progetto alla trentacinquenne di Tirana.

E italiano è anche il curatore del padiglione, Antonio Grulli. La mostra s’intitola Love as a glass of water. Nel suo progetto per il Padiglione dell’Albania, Iva Lulashi evoca infatti la “teoria del bicchiere d’acqua”. Questa teoria, risalente al periodo pre-rivoluzionario russo e legata alla pensatrice femminista Alexandra Kollontai (1872 – 1952), si basa sull’idea di una rivoluzione sessuale in cui gli impulsi sono percepiti come una semplice necessità da soddisfare con la stessa spensieratezza con cui si beve un bicchiere d’acqua. La teoria di Kollontai ebbe una grande influenza negli ambienti artistici di quegli anni ma fu subito osteggiata dall’apparato politico rivoluzionario.

Il padiglione parlerà dunque di sesso e di amore, temi da tempo al centro della ricerca di Lulashi. L’acqua è la condizione fondamentale della vita, proprio come l’amore, e sia la vita che l’amore si muovono in un continuo stato di fragilità. L’amore, il sesso e il desiderio possono dare senso o rovinare la nostra vita, e sono l’unica grande realtà eternamente rivoluzionaria, tellurica per sua costituzione, sulla quale il potere, sia esso politico, economico o ideologico, non riesce a imporre con fermezza il proprio controllo. La forza di questi elementi, spiega Grulli, “è sovrapolitica e esistenziale, simile a quella dell’acqua, inafferrabile, talvolta pacifica, ma in grado di abbattere qualsiasi ostacolo”.

Il lavoro di Iva Lulashi ruota proprio attorno a questi soggetti universali in grado di trascendere le differenze e di superare i confini, non solo geografici. Le immagini dei suoi dipinti sono generalmente tratte da fotogrammi di film e video che fungono da detonatori del dipinto; sono popolate soprattutto da corpi femminili e suggeriscono situazioni potenzialmente legate all’atto erotico senza mostrarlo esplicitamente e provocando in tal modo uno stato di tensione e ambiguità. “L’abilità nel trovare e ricreare immagini è uno dei punti di forza dell’artista”, secondo Grulli. “Il suo stile mescola la tradizione pittorica albanese (fatta di importanti figure ormai riconosciute internazionalmente) al percorso italiano e veneziano. I dipinti a prima vista emergono per la loro attitudine ‘fotografica’, mentre ad uno sguardo più attento si manifestano come fortemente pittorici, fatti di una liquidità livida, di pennellate sintetiche e prive di ogni leziosità, che lasciano molte parti del quadro volutamente non risolte e quasi astratte. Sono un canto al desiderio femminile, con tutto quello che ancora si porta dietro in termini di paura, speranza, voglia di libertà, lati oscuri, vitalità. Tematiche inscindibili da un passato non ancora passato, carico di problemi e di questioni politiche veramente globali, con cui dover fare i conti ogni giorno e ogni notte”.

Per una Biennale in cui il tema sarà Stranieri Ovunque, la presenza di Iva Lulashi, nata in Albania ma trasferitasi molto presto in Italia, dove a Venezia ha studiato assieme a coetanei provenienti da ogni parte del mondo, è stata ritenuta particolarmente in linea. Grande attesa, dunque, per vedere cosa porterà.

Iva Lulashi rappresenterà l'Albania alla Biennale 2024. Il suo progetto parlerà di sesso e amore
Iva Lulashi rappresenterà l’Albania alla Biennale 2024. Il suo progetto parlerà di sesso e amore
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di Redazione , scritto il 16/02/2024
Categorie: Arte e artisti / Argomenti: Biennale di Venezia

 Sarà la giovane Iva Lulashi, albanese da tempo in Italia, a rappresentare l’Albania alla Biennale di Venezia 2024: affidato a lei il Padiglione dell’Albania. L’artista di Tirana, che fa parte della scuderia di Prometeo Gallery, parlerà di sesso e amore con i suoi lavori.

Sarà la giovane Iva Lulashi (Tirana, 1988) a rappresentare l’Albania alla Biennale di Venezia 2024. La pittrice, nata in Albania e trasferitasi da bambina in Italia, ha svolto qui tutta la sua formazione e nel nostro paese lavora: si è infatti diplomata nel 2016 all’Accademia di Belle Arti di Venezia, vive e lavora a Milano e fa parte della scuderia della galleria milanese Prometeo Gallery. Ci sarà dunque un bel po’ d’Italia nel Padiglione dell’Albania, che ha affidato l’intero progetto alla trentacinquenne di Tirana.

E italiano è anche il curatore del padiglione, Antonio Grulli. La mostra s’intitola Love as a glass of water. Nel suo progetto per il Padiglione dell’Albania, Iva Lulashi evoca infatti la “teoria del bicchiere d’acqua”. Questa teoria, risalente al periodo pre-rivoluzionario russo e legata alla pensatrice femminista Alexandra Kollontai (1872 – 1952), si basa sull’idea di una rivoluzione sessuale in cui gli impulsi sono percepiti come una semplice necessità da soddisfare con la stessa spensieratezza con cui si beve un bicchiere d’acqua. La teoria di Kollontai ebbe una grande influenza negli ambienti artistici di quegli anni ma fu subito osteggiata dall’apparato politico rivoluzionario.


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Il padiglione parlerà dunque di sesso e di amore, temi da tempo al centro della ricerca di Lulashi. L’acqua è la condizione fondamentale della vita, proprio come l’amore, e sia la vita che l’amore si muovono in un continuo stato di fragilità. L’amore, il sesso e il desiderio possono dare senso o rovinare la nostra vita, e sono l’unica grande realtà eternamente rivoluzionaria, tellurica per sua costituzione, sulla quale il potere, sia esso politico, economico o ideologico, non riesce a imporre con fermezza il proprio controllo. La forza di questi elementi, spiega Grulli, “è sovrapolitica e esistenziale, simile a quella dell’acqua, inafferrabile, talvolta pacifica, ma in grado di abbattere qualsiasi ostacolo”.

Il lavoro di Iva Lulashi ruota proprio attorno a questi soggetti universali in grado di trascendere le differenze e di superare i confini, non solo geografici. Le immagini dei suoi dipinti sono generalmente tratte da fotogrammi di film e video che fungono da detonatori del dipinto; sono popolate soprattutto da corpi femminili e suggeriscono situazioni potenzialmente legate all’atto erotico senza mostrarlo esplicitamente e provocando in tal modo uno stato di tensione e ambiguità. “L’abilità nel trovare e ricreare immagini è uno dei punti di forza dell’artista”, secondo Grulli. “Il suo stile mescola la tradizione pittorica albanese (fatta di importanti figure ormai riconosciute internazionalmente) al percorso italiano e veneziano. I dipinti a prima vista emergono per la loro attitudine ‘fotografica’, mentre ad uno sguardo più attento si manifestano come fortemente pittorici, fatti di una liquidità livida, di pennellate sintetiche e prive di ogni leziosità, che lasciano molte parti del quadro volutamente non risolte e quasi astratte. Sono un canto al desiderio femminile, con tutto quello che ancora si porta dietro in termini di paura, speranza, voglia di libertà, lati oscuri, vitalità. Tematiche inscindibili da un passato non ancora passato, carico di problemi e di questioni politiche veramente globali, con cui dover fare i conti ogni giorno e ogni notte”.

Per una Biennale in cui il tema sarà Stranieri Ovunque, la presenza di Iva Lulashi, nata in Albania ma trasferitasi molto presto in Italia, dove a Venezia ha studiato assieme a coetanei provenienti da ogni parte del mondo, è stata ritenuta particolarmente in linea. Grande attesa, dunque, per vedere cosa porterà.

Iva Lulashi rappresenterà l'Albania alla Biennale 2024. Il suo progetto parlerà di sesso e amore
Iva Lulashi rappresenterà l’Albania alla Biennale 2024. Il suo progetto parlerà di sesso e amore
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