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IL POETA FRROK GJIKOLAJ CON I SUOI VERSI IN ITALIANO TRADOTTI DA ANGELA KOSTA

Frrok Gjikolaj è nato a Manati, Lezhë il 12 marso 1959. Disgraziamente, all’età di 10 anni perse la vista a causa dell’esplosione di una bomba residua dalla Seconda Guerra Mondiale. Gjikolaj riceve le sue prime lezioni nel paese nativo dopodiché proseguì a Tirana, mentre le superiori nel liceo “Hydajet Lezha” a Lezha. Dopo ciò Gjikolaj si è laureato presso l’Università “Luigj Gurakuqi” a Scutari alla Facoltà di Lingua e Letteratura e successivamente presso l’UET di Tirana come Psicologo Consulente e, per diversi anni ha esercitato la professione come impiegato di servizi psico-sociali presso la Scuola Superiore di Zejmen a Lezha. Gjikolaj ha pubblicato diversi libri di poesie e prosa: “Con gli occhi dell’anima”, “La Nostalgia”, “Un caffè amara”, “Il dramma dei miei sogni”, “Quanto assomiglio alla Pace” e infine la novella: “Ti amo nella luce”. Ancora oggi Gjikolaj continua con stoicismo a creare incessantemente prosa e poesia.

IL PROFUMO DELLA PATRIA

Nei linguaggi dei suoni pieni di colore
Mi sento come se fossi nell’ombra.
In albanese mi parla la natura,
Oh, profumo di Albania.
Sperduto sono al ritorno,
Questa strada lunga, lunga,
La mente trova il riposo,
Là dove sono cresciuto di statura.
Sorvolo sopra il mare,
La testa giro indietro,
Se avessi ancora una vita,
Il cuore condividerei.
L’aereo sopra la nuvola,
Il cuore colmo di nostalgia
Una vita dietro lascio
Il ritorno mi mantiene vivo.
Forse tornano qualche volta
I Nipoti, le nipotine pieni di gioia,
Dove vivevano una volta
I nostri nonni nella Patria
Una volta una casa,
Ora, semplicemente muri,
La spina va oltre,
La nostalgia inizia a piangere…

GRAGITUDINE

Per me questo giorno segna un confine,
Una fine e un nuovo inizio
Non si riscattano gli anni e le fasi della vita
non vengono risigillati.
Come un ricordo vivente
lasciano spazio l’uno all’altro.
Dal cielo come un sogno magico
Nuove energie sono arrivate
Ora mi appoggerò alla penna,
E non più al bastone bianco.
L’educazione rimane una sfida.
Cristalli d’amore scoprii negli anni.
Con i colleghi ogni giorno mi sollevai
Raccolsi e spartissi raggi di luce.
Le sfide come le onde con la schiuma,
Senza fretta e annuncio di vittoria,
Questo desideravo di più,
La limpidezza delle menti umane.
Per me, ciascuno di voi
È più di un amico.
È una stella splendente,
Nel cielo della mia anima lirica
A chi è rivolta la prima gratitudine?
Per i miei genitori, che hanno un figlio,
Per voi, colleghi miei, instancabili in collaborazione
O Voi superiori dirigenti
Di cui la fiducia mi avete regalato
Come una mano calda,
Nei progressi della mia vita
Il Vostro sostegno fu il grande segreto.
Non ti ho dimenticata, mia cara
Tu che nella vita i miei occhi diventasti
Questo di cui sono, colmo di gioia.

ALLA MADRE

Anche la madre andò via un giorno
Il nome “Madre” viva rimase,
Nella dolce pace chiuse gli occhi
Come una santa con i capelli grigi.
Poche foto trovai Madre,
Nell’armadio dei tuoi vestiti che ci lasciasti,
Tutti nella tua anima stiamo
Solo lì dimora troveremo.
Una nitida fortuna io ebbi
Toccando il cuore, lì ti sento.
Neanche una ruga sulla tua fronte vidi
La più bella foto con te c’è l’ho
E oggi come un figlio colpevole vengo
Poiché non feci quanto avrei voluto,
Nella sfortuna, legato alle mani e ai piedi.
Quel fardello di croce che non volessi.
Il tuo nome quanto il peso del mondo
L’infanzia in te la vedo
Angelo custode rimarrai
La pace dell’anima Tu sei.

Preparato e tradotto in italiano da Angela Kosta Accademica scrittrice, poetessa, saggista, critica letteraria, redattrice, traduttrice, giornalista

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