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LA SINDROME DI PROCUSTE

di Maria Teresa Liuzzo

LA SINDROME DI PROCUSTE. – Riguarda la persona invidiosa e aggressiva che mette in atto manovre intimidatorie e sabotaggio con atteggiamenti persecutori verso la vittima, con cattiveria gratuita. Sentendosi superata in più aspetti e non potendoli superare – sentendo il fetore della propria inferiorità malefica – escogita luridi piani verso colei che nulla ha fatto per meritare la gramigna del suo odio viscerale e le molestie continue delle sue azioni.

La megera sfegatata da un corvo fu accecata.
Abbonata alla menzogna sprofondava nella rogna.
Quanta rabbia che schiumava la linguaccia malaticcia,
come un cardo ella pungeva, ma ormai spenta era la miccia.
”Solo io ci devo stare in passerella a molestare”

  • e se tu, pubblichi a ”questa” (mostrando la foto della vittima) sappi ch’io ti fò la festa”
    e come un ratto nel pertuso: ”sappi che, con me hai chiuso”!
    Alla mia megalomania tanto male ella ha fatto,
    metto in atto il mio ricatto.
    Non si è fatta abbindolare
    ma se venisse screditata
    dal suo trono farei il mio altare.
    Tutti voi io prendo in giro e vo’ in letargo come il ghiro.
    Son malata dall’invidia,
    solo il male mi tiene in vita:
    lo stringo al cuore e tra le dita.
    La megera cos’ha in mente,
    oltre che orba è incontinente?
    Si dirige verso la stazione
    soffre di mania di persecuzione?
    Svanita ella arrancava con la benda da pirata
    sorseggiando bile e vino ballava ”il valzer del moscerino”
    La ”rivale” era il suo tarlo
    e scantonò sulla pista da ballo.
    Ricattini messaggiava, della lingua perse l’uso,
    si ruppe la noce del collo nell’udire:
    ”se pubblichi questa, con me hai chiuso”.
    Dentro la botte ruzzolò a valle e tornò a pulire le stalle.
    Il microfono ingoiò e come il rospo ella scoppiò.
    Assatanata e maldicente,
    spietata più del male, demone d’ogni imprevisto,
    sarà risorta ancor prima di Cristo?
    Sto facendo collezione di calunnie e diffamazione,
    in caserma a consegnare e la vipera stanare.
    Acqua acqua, foco foco,
    il gioco è bello quando dura poco! Maria Teresa Liuzzo
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